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Si ricorda a tutti i soci e agli appassionati della montagna che il prezzo della tessera, necessaria per le attività del gruppo per l'anno 2017 è di Euro 15,00.
La tessera è gratuita per ragazzi fino a 16 anni.
Il tesseramento viene effettuato sia nel corso delle riunioni mensili che alla partenza di ogni gita.


PROGRAMMA 2017

Il programma completo delle escursioni per l'anno 2017 lo trovi

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Le indicazioni inerenti le gite in programma, le eventuali date per la prenotazione, quando necessaria, una breve descrizione dei percorsi e delle difficoltà, qualche consiglio per, l'abbigliamento, l'attrezzatura e...le vettovaglie!

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    In questa pagina potete trovare le indicazioni inerenti le gite in programma, le eventuali date per la
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      >  AVVISO N° 24/2013  -  Cena Sociale di Fine Anno

                 

    14 Dicembre 2013 - Presso Ristorante "Forino" - Via Carlo Piaggia,21 - Capannori - Lucca

      

       MENU'

    Antipasto:

       Rollatina di faraona con misticanza
       Tortino di broccoli su fonduta di formaggi

    Primi:

       Cannelloncini di spinaci e ricotta su vellutata di porri e aspretto di pomodoro
       Straccetti al cinghiale


    Secondi:

       Nodino di cinta con cime di rapa saltate e patate agli aromi

    Dolce:

       Pan di Spagna con crema chantilly e cioccolato

    Bevande:

       Acqua
       Vino
       Spumante Moscato
       Caffè/Digestivo



    >> A persona: Euro 33,00

    Referente : Scarpellini Francesco.


      >  AVVISO N° 23/2013  -  Tofori  -  Petrognano - Pizzorne - Tofori

    17 Novembre 2013 - ore 7,30  -  Tofori - Petrognano - Pizzorne - Tofori.

    Capogita : PALADINI Giovanni.

    TOFORI – PETROGNANO – QUERCIA DEL PAPA - PIZZORNE– S. ANDREA IN CAPRILE.


     (ATTENZIONE PARTENZA ANTICIPATA ALLE ORE 7,30 -  diversamente da quanto riportato nel cartaceo delle escursioni 2013)


    Ritrovo al parcheggio della Conad alle ore 7,30 per recarsi con le proprie macchine fino a Tofori
    nei pressi della Chiesa di Santa Maria dove si prende il sentiero n15 che porta verso Petrognano tra
    uliveti e vigneti. Arrivati alla chiesa Romanica di Petrognano, lasciato il sentiero n.15 si imbocca il
    n.6, direzione Pizzorne. Proprio dalla chiesa parte, tra le case, la mulattiera acciotolata che sale diritta
    e ripida per poi imboccare una strada forestale che attrversa il rio Leccio e il rio Dezza. Traversato
    quest'ultimo da un ponticello un sentiero a tornante porta nel bosco di castagni fino al ripiano della
    Quercia del Papa dove si incrocia il sentiero n.5 proveniente da Sant'Andrea in Caprile (sentiero
    che si percorrerà al ritorno) La salita prosegue su strade forestali fino a destinazione. Dopo la sosta
    del pranzo si riscende fino all'imboccatura del sentiero n.5 e si prosegue fino a Sant'Anbdrea in
    Caprile. Dopo un breve tratto di stada asfaltata si raggiungono le macchine a Tofori.

    Questo percorso è per escursionisti allenati in quanto sono 700 m. circa di salita ed altrettanti
    in discesa e si prevede un tempo di percorrenza di 6/7 ore escluse le soste.

    (Info by Giovanni)

    Attrezzatura: Zaino, vettovaglie, acqua, capi sportivi e scarpe da trekking.


      >  AVVISO N° 22/2013  -  Cardoso - Monte Palodina

    3 Novembre 2013 - ore 8,00  Cardoso - Monte Palodina

    Capogita DI VITO Annamaria

    L’itinerario della gita inizia dal paese di Cardoso, raggiungibile da Gallicano in breve tempo. Una volta lasciata la macchina nel parcheggio del paese (si consiglia al momento del ritrovo al parcheggio della Conad di partire per Cardoso con meno macchine possibili), seguiamo le indicazione per la Foce di S.Luigi, raggiungibile con il sentiero CAI n. 136 che imbocchiamo subito. Lasciando il paese ci inoltriamo il un bosco misto di acacie, castagni e qualche faggio salendo in maniera blanda. Lungo il percorso, possiamo ammirare un bellissimo panorama sulla Valle del Serchio e sul vicino Appennino. Dopo un tratto di falsopiano il sentiero 136 sale fino a raggiungere la foce di S.Luigi. Continuando il sentiero si imbocca un’ampia cresta ad ovest del Palodina e per un bosco rado si arriva alla sua vetta. La cima è erbosa con molte rocce affioranti, ma in compenso il panorama è veramente interessante, e qui ci fermiamo per la sosta. Il ritorno è sullo stesso sentiero dell’andata.

     PARTENZA: 8,00

    TEMPO DI PERCORRENZA: 5,5 ore

    DIFFICOLTA’:         E

    DISLIVELLO:  650 mt

    Annamaria

    Attrezzatura: Zaino, vettovaglie, acqua, capi sportivi e scarpe da trekking.


      >  AVVISO N° 21/2013  -  Passo di Pradarena - Le Porraie

    6 Ottobre 2013 - ore 7,30  Passo di Pradarena - Le Porraie

    Capogita:  PETROCCHI Roberto

    Luogo di partenza e di arrivo è il Passo di Pradarena (m 1575).
    L'itinerario si snoda in un tratto dell'appennino tosco - emiliano attorno al monte Sillano  quote tra i 1700 e i 1800 mt. con vista verso le Alpi Apuane e la Garfagnana Sul versante settentrionale si succedono ampi pendii rivestiti di brughera a mirtillo e da una faggeta ad alto fusto che si percorreranno al ritorno.
    Il passo di Pradarena è frequentato fin da tempi antichi ,forse , una strada romana da Parma a Lucca. Nel Medio-evo fu transito di pellegrini per Roma con tanto di ospizi a 1200 mt. sui due versanti (ancora oggi Ospitaletto a nord e Ospedaletto a sud. Solo nei primi anni 70 fu raggiunto da una strada di valico tra le più alte dell'intero appennino.
    Dal Passo di Pradarena si imbocca lo stradello verso est che porta successivamente sul sentiero 00 ,si sale a sinistra lungo il sentiero che taglia i tornanti della strada forestale..Proseguendo in salita per il segnavia 00 si percorrono i versanti SW del monte Sillano, inizia poi uno dei tratti più spettacolari del crinale appenninico in cui si alternano a destra e a sinistra paesaggi contrastanti, delle profonde forre erose e da terrazzamenti sul versante Toscano e dai morbidi pendii glaciali sul versante emiliano.Aggirato un dosso ci si affaccia a destra sui calanchi che sprofondano nella valle di Soraggio.A saliscendi ,senza
    mai superare 1800 mt. di quota si superano tratti scoscesi, ma mai pericolosi, tranne un breve passaggio un po' franoso ed     aereo, arrivando così alla sella delle Porraie (mt. 1797 ore 2+1/2 dal passo di Pradarena). Bella veduta del monte Vecchio ,
    m Prado e Cusna. Si scende poi nel versante emiliano fino a confluire nel sentiero 639 .Si percorre una regolare salita nel bosco misto di faggi e abeti seguendo poi una mulattiera che aggira le falde NW del monte Sillano e del m.te Asinara attraversando la parte alta delle piste da sci di Ospitaletto risalendo al valico di Pradarena (ulteriori 2+1/2 ore dalle Porraie) Se il tempo sarà favorevole faremo una stupenda escursione .
    Ricapitolando : durata ore 5 +1/2 escluse le soste dislivello circa 500mt.

    Giuseppe

    Attrezzatura: Zaino, vettovaglie, acqua, capi sportivi e scarpe da trekking.


      >  AVVISO N° 20/2013  -  Parco dei 100 Laghi (Appennino)

    19/20 Ottobre - ore 07:00 - PARCO DEI 100 LAGHI  (APPENNINO)
    Capo gita: Gregori Luigi


    L’autunno d’Appennino è una stagione ricca di frutti, di colori, di emozioni, di paesaggi. Dopo il frastuono delle vacanze a tutti i costi, in ottobre l’Appennino si prende le fila della propria natura, i ritmi più lenti con le giornate più corte e i colori più morbidi e più caldi.

    Il territorio del Parco interessa una superficie di oltre 23.000 ettari a cavallo tra le regioni Toscana ed Emilia-Romagna, caratterizza le porzioni di crinale appenninico delle province di Lucca, Massa Carrara, Parma e Reggio Emilia.

    Escursione del sabato 19 ottobre:  da Prato Spilla, metri 1327,  al monte Sillara, metri 1861  passando per i laghi sotto il crinale.  difficoltà E.  Durata circa 5 ore, pranzo al sacco. dislivello circa 550 metri

    Escursione della domenica 20 ottobre: Monte Bocco, metri 1791, da Prato Spilla. difficoltà E,  durata circa 5 ore, pranzo al sacco, dislivello circa 500 metri.


    Soggiorno presso il Rifugio/Albergo  Prato Spilla. Sistemazione in camere doppie con servizi.



    Costo euro 65  comprensivo della cena , con bevande, del 19 ottobre , pernottamento e prima colazione
    partenza, con mezzi propri,  ore 7,00  dal parcheggio della Conad in via Enaudi a S.Anna.


    Per iscrizioni telefonare 3395238631 o al numero 3397229894


    Volantino informativo dell'escursione 
    (PDF)    100laghi2013



      >  AVVISO N° 19/2013  -  Piglionico – Borra di Canala – Pania della Croce – Piglionico


     8 settembre 2013 - Piglionico – Borra di Canala – Pania della Croce – Piglionico

    Capogita PIEROTTI Piero


    L’escursione in programma per l’otto settembre, inizia dalla località Piglionico quota m 1120 circa dove, nei pressi della cappellina lasceremo le nostre autovetture. La sosta delle auto in quella località è a pagamento ed è effettuabile tramite parcometro situato proprio all’inizio della strada stessa. La cifra è di € 3 per cui è bene munirsi di moneta spicciola.

    Una volta lasciate le auto, ci si incammina percorrendo per un breve tratto pianeggiante il sentiero n°7, fino a raggiungere il bivio con il 127. Lo imbocchiamo e lo percorriamo con un susseguirsi di saliscendi per circa 45/50 minuti fino a raggiungere il 139 che troveremo sulla nostra sinistra e che ci farà attraversare la Borra di Canala. Questo sentiero che si snoda tra il Pizzo delle Saette a destra e l’altopiano della Vetricia a sinistra, è abbastanza impegnativo perché molto ripido e inserito in una pietraia. Il paesaggio però, ricompensa la fatica, sembra di trovarsi su un sentiero dolomitico.

    Salendo  per circa un’ora e mezza, sempre sul 139, si arriva alla Focetta del Puntone. Qui dopo una brevissima sosta prenderemo il 126 che ci condurrà alla Pania della Croce. Tempo stimato 45/50 minuti.

    Alla Focetta del Puntone, se qualcuno è stanco e non se la sente di salire sulla Pania, può raggiungere il Rifugio Rossi e aspettare il gruppo. Il pranzo è previsto sulla Pania.

    Per il ritorno percorriamo il 126 fino al rifugio Rossi e proseguiamo seguendo il sentiero n° 7 che ci riporta alle auto.

    Tempo di percorrenza effettivo previsto 5 ore e mezzo, dislivello 700 m. circa.

    Particolare attenzione sul 139 perché scivoloso se bagnato.

    Buona passeggiata a tutti e che il tempo ci assista.

    Piero

    Attrezzatura: Zaino, vettovaglie, acqua, capi sportivi e scarpe da trekking.

    L’escursione non verrà effettuata in caso di pioggia.


      >  AVVISO N° 18/2013  -  Monte Sumbra da Careggine

    4 Agosto 2013 - ore 7,30  MONTE SUMBRA DA CAREGGINE

    Capogita PALADINI Giovanni

    IL ritrovo è come al solito nei pressi del Supermercato Conad in via Enaudi a S. Anna alle 7,30, organizzare le macchine e partenza per Careggine, piccolo paese a 840 m. di quota,da dove si ha una bellissima visione del Pizzo delle Saette.
    La partenza della nostra escursione è però dopo  gli impianti di sci e attraverso una strada sterrata ( Via Nuova) che si trasforma successivamente in un sentiero, raggiungiamo il sentiero (n. 145).
    Il panorama è suggestivo: dominano la scena il Gruppo delle Panie, con il maestoso contrafforte del Pizzo delle Saette in primo piano; fanno bella mostra di sé anche il Corchia e il Freddone.  Saliamo in maniera  blanda lungo il crinale che scende dal Sumbra . Continuiamo quindi sempre lungo il 145, scendendo ora leggermente sul versante di Vagli ed attraversando una pietraia caratterizzata da evidenti fenomeni di carsismo.  Siamo ormai in vista delle praterie sommitali della montagna. La croce di vetta è già visibile.
    Raggiungiamo con una salita più decisa il punto dove arriva il sentiero attrezzato “Ricciardo Malfatti”, proveniente dal Passo Fiocca, poi, in cinque minuti, arriviamo finalmente in cima al Sumbra dove è presente una vecchia croce in ferro. Il panorama è favoloso: a nord è ben visibile tutta la catena appenninica, verso nord ovest spuntano tutte le vette principali della Apuane settentrionali, ad ovest fanno mostra di sè il M.Fiocca, la cresta di Sella ed il M.Altissimo, a sud Corchia, Freddone e Panie dominano la scena. Più in basso ben visibile il lago artificiale di Vagli.

     M.SUMBRA (m.1765)

    TEMPO DI PERCORRENZA ANDATA/RITORNO: 4/5 ore circa

    DIFFICOLTA’: E

    Attrezzatura: Zaino, vettovaglie, acqua, capi sportivi e scarpe da trekking.


      >  AVVISO N° 17/2013  Traversata Campo Cecina - Donegani

    ATTENZIONE! QUESTA ESCURSIONE E' STATA ANNULLATA

    21 Luglio 2013 - ore 7,30 - Traversata Campo Cecina-Donegani.

    Capogita: Carlo AGOSTINI

    Campo Cecina si raggiunge da Carrara attraverso una bellissima strada panoramica.
    Si tratta di un'area che non ha confini e limiti ben precisi, ma orientativamente comprende la zona delimitata a sud dalla strada che unisce il Piazzale dell'Uccelliera alla Foce di Pianza, ad est dal monte Borla, a nord dalla valle de I Pozzi e ad ovest dal piazzale dell'Acquasparta. Spesso però, in senso stretto, con l'espressione Campocecina si intende la vasta piana centrale con i suoi prati ed i suoi boschi. I boschi sono costituiti prevalentemente da Faggete e da pinete a Pino Nero, quest'ultimo frutto di un'opera di rimboschimento avviata a partire dagli anni '60.

    Da questa località, una delle più famose e belle delle Alpi Apuane, in giornate prive di foschia si può vedere La Spezia, la valle del Magra, la costa Versigliese, le cime più alte delle Apuane e se siamo fortunati anche l’isola d’Elba e parte della costa della Corsica. Possiamo anche ammirare il monte Sagro che con i suoi 1749 metri si erge imponente sulle cime circostanti e che sulle sue pendici è presente quello che è considerato il più vasto bacino marmifero del mondo. Campo Cecina è un ritrovo per gli amanti della Montagna e della natura, dove sono presenti ben due rifugi, “il Belvedere” di proprietà privata, e “il Carrara” di proprietà del CAI. Quest’ ultimo è sicuramente il più famoso dei due; Costruito nel 1957 dal CAI, si raggiunge dal piazzale dell’Acquasparta ed è punto di partenza per la traversata al “rifugio G. Donegani”

    Attrezzatura: Zaino, vettovaglie, acqua, capi sportivi e scarpe da trekking.



      >  AVVISO N° 16/2013  -  Anello Monte Gennaio da Pratorsi

    23 Giugno - ore 07:30 - ANELLO MONTE GENNAIO DA PRATORSI
    Capo gita: Agostini Carlo

    Ritrovo puntuali alle 7:30 (se possibile... meglio prima).

    Formazione posti in auto e partenza via autostrada fino a Pistoia.
    Sosta a Le Piastre per la colazione e per raggrupparci.
    Arrivo al rifugio di Pratorsi.
    Imbocchiamo una ex pista da sci fino ad un bivio e prendiamo a sx in una stupenda faggeta fino al Passo del Cancellino dove imboccheremo il sentiero gea 00.
    Stupenda vista sull'alpe delle Tre Potenze.
    Piccolo break per uno spuntino dopodichè procederemo verso la vetta del Monte Gennaio.
    Non è impegnativo ma è un po faticoso.
    Arrivati in vetta, se la giornata è limpida, il panorama è vasto. Spazia dalle vette del"Appennino fino alla piana di Pistoia e Firenze.
    Per la discesa procediamo dal Poggio dei Malandrini Maceglia e infine al punto di partenza a Pratorsi.
    Per chi lo desidera, per tornare verso Lucca, si puo passare da Prunetta e andare a visitare le sorgenti del Reno (sono solo 10 minuti dal paese ma merita davvero vedere questa sorgente che segna lo spartiacque geografico tra la Toscana e l'Emilia.
    A Prunetta c'è un bar per un caffe o uno spuntino.

    Difficoltà E. (non ci sono particolari problemi ma risulta un po faticosa).
    Pranzo al sacco. Evitare affettati che mettono sete. Acqua a volonta il vino la sera.
    Portare inoltre: un pile o giacca a vento, calzature con carrarmato (tassative) e un ricambio.


      >  AVVISO N° 15/2013  -  Monte Tondo da Ponteccio

    9 Giugno - ore 07:30 - MONTE TONDO DA PONTECCIO
    Capogita: Matteucci Carlo

    Partenza ore 7,30  dal parcheggio della Conad in Via Enaudi, S.Anna - Lucca

    SALITA DEL MONTE TONDO

    Il monte Tondo situato fra i bacini dei fiumi  Serchio e Magra, divide la Gafagnana dalla Lunigiana.
    E’ per la sua posizione un punto di incredibile panoramicità a 360 gradi. Si spazia dal golfo di La Spezia, alle Alpi Apuane –maestoso è il Pisanino in tutta sua mole- all’Appennino Tosco-emiliano.
    Il Monte Tondo è raggiungibile da più part; noi partiremo poco sopra Magliano da una quota di circa 850 metri.
    Appena passato il paese, sulla sinistra incontreremo una strada forestale sterrata che sarà il ns. punto di partenza.
    La seguiremo nella sua interezza e dopo circa 2.30 di cammino, prima fra castagni secolari, poi per una bellissima faggeta arriveremo al rifugio forestale del Monte Tondo (metri 1596).
    Dopo una breve sosta –per rifocillarsi e ammirare dal suo balcone l’intera catena delle Alpi Apuane- inizieremo la salita vera e propria che porta alla sommità del Monte Tondo (mt. 1782) per il sentiero n. 86, prima per una faggeta secolare, poi  per prati e pascoli.
    Saliremo la sommità da sinistra e una volta raggiunta la meta,faremo sosta per il pranzo ed ammirare uno spettacolo grandioso (speriamo nel bel tempo).
    Scenderemo dalla parte opposta fino ad incrociare e ad immetterci sul sentiero che proviene da Cima Belfiore per ritornare attraverso il sentiero di andata al rifugio del Monte Tondo.
    Riprenderemo la strada forestale per lasciarla dopo circa 1 km svoltando a sinistra ed immetterci in una vecchia mulattiera che in circa 1 ora e mezzo ci condurrà al caratteristico paese di Ponteccio. Quindi per strada asfaltata ritorneremo  al punto di partenza. (20minuti).

    Durata prevista dell’escursione circa 6 ore e mezza.


      >  AVVISO N° 14/2013  -  Settimana verde a Corvara (Dolomiti)

     

    7 - 13 Luglio 2013 -  Settimana verde a CORVARA (Dolomiti)
    Capogita: Luigi Gregori

    PROGRAMMA:

    DOMENICA 7 LUGLIO
    partenza ore 6,30 dal parcheggio del supermercato Conad in via Enaudi a S.Anna Lucca.
    POMERIGGIO, DOPO SISTEMAZIONE IN ALBERGO , GITA DI CIRCA 3 ORE AL COL ALTO

    LUNEDI 8 LUGLIO
    RIFUGIO VALPAROLA ,ANELLO E CIMA DEL SETTSASS.
    dislivello m 750 per la cima /450 il solo giro
    ore 6 con la vetta 5ore il solo anello

    MARTEDI 9 LUGLIO
    COFOSCO FORCELLA DEL SASSONGHER (cima facoltativa) RIFUGIO GARDENACCIA
    LA VILLA
    dislivello 950 m difficoltà media ore 6 ½

    MERCOLEDI 10 LUGLIO
    PEDRACES -OSPIZIO SANTA CROCE -PEDERU
    FUNIVIA PER OSPIZIO
    GRUPPO A SENT. N7 PER PERCORSO IMPEGNATIVO ESPOSTO
    dislivello 800 m circa
    GRUPPO B SENTIERO N 15 PER FORCELLA MENDES
    dislivello 700 m circa
    gruppo riunito rif. LA- VARELLA HUTTE discesa pederù con jeep durata 6/7 ore

    GIOVEDI 11 LUGLIO
    PASSO DELLE ERBE – FORCELLA PUTIA- SASS-PUTIA - RIFUGIO GENOVA LONGIARU
    GRUPPO A con escursione in vetta con ferrata dislivello salita 900 discesa 1477m
    ore 7 circa
    GRUPPO B senza la vetta dislivello salita 400m discesa 960 m ore 5 +1/2 circa

    VENERDI 12 LUGLIO

    PEDERU- RIFUGIO SENES- RIFUGIO BIELLA - CRODA DEL BECCO -LAGO BRAIES
    pederù -rifugio senes con jeep
    GRUPPO A con escursione in vetta salita 700 m discesa 1320 m circa durata
    7/8 ore
    GRUPPO B senza la vetta salita 250m discesa 850 m durata 5/6 ore

    SABATO 13 LUGLIO
    MATTINATA LIBERA , POMERIGGIO RIENTRO

    Quota di partecipazione Euro 600
    La quota comprende:
    trattamento di pensione completa incluso acqua e vino, packet lunch per mezzogiorno. Colazione con ricco buffet e un menù di 5 portate per la cena.
    Utilizzo dell’ampia piscina panoramica e della zona benessere “Eguana”, con le sue varie saune, bagno turco, fitness, fontana di ghiaccio, doccia meraviglia…

    Bus gran turismo

    Caparra di Euro 200 entro il 15 giugno 2013.

    File PDF del programma    Programma Corvara 2013


      >  AVVISO N° 13/2013  -  Passo delle Forbici - Monte Prado

    26 Maggio 2013  ore 7,30 Passo delle Forbici - Monte Prado.

    Capogita : PENSABENE Giovanni

    Il Monte Prado o Prato (2054 m s.l.m.montagna più alta della Toscana), posto sullo spartiacque dell'Appennino Tosco-Emiliano, sul confine tra le province di Reggio Emilia e di Lucca.

    Il giro è di circa 16 km per un totale, indicativamente, di  5 ore, partendo:

    Passo delle Forbici (m. 1578) (raggiungibile con le auto dal Casone di Profecchia) - Passo Bocca di Massa (m. 1816) - Passo degli Scaloni (m. 1922) - Monte Prado (m. 2054) - Lago Bargetana - Passo di Lama Lite (m. 1749) - Rifugio Cesare Battisti (m. 1761) - Rifugio Segheria - Passo delle Forbici.

    Tempo: ore 5
    Dislivello: 476 mt

    Attrezzatura:
    Zaino, vettovaglie, acqua, capi sportivi e scarpe da trekking.


      >  AVVISO N° 12/2013  -  Giro del Monviso


    23-24-25 Agosto 2013 - Giro del Monviso

    Capogita : Rossella Alessandri

    Per i dettagli vedere il file PDF descrittivo dell'escursione >> Giro del Monviso


    Costi Previsti : n° 2 Pernottamenti con mezza pensione nei Rifugi € 100,00.

    Viaggio con auto proprie . Distanza chilometrica da percorrere A/R 720 KM circa e parcheggio Pian del Re. Costo indicativo a persona € 60,00.

    Partenza da Lucca (Piazzale Conad) ore 6,00 del 23/08/2013, sosta a Crissole per pranzo (facoltativo) e arrivo a Pian del Re previsto per le ore 14,00, inizio del percorso.

    Rientro previsto a Lucca per le ore 23,00 circa del 25/08/2013.

    Iscrizione entro il 15 Giugno 2013;  al momento dell’iscrizione, anticipo di € 30,00.

    Per iscrizioni: Rossella Alessandri:  3395023241  -  Carlo Agostini:  3339082769


      >  AVVISO N° 11/2013  -  Fornovolasco - Forato - Foce di Valli - Fornovolasco

    12 Maggio 2013  Fornovolasco - Forato - Foce di Valli - Fornovolasco.

    Capogita : LUCCHESI Giuseppe


    Partenza ore 7,30, dal solito parcheggio, per raggiungere con macchine proprie Fornovolasco (mt.480) dove avrà inizio l'escurzione. Dopo aver parcheggiato si imbocca il sentiero n° 6 che passando vicino alla "Tana che urla" si presenta all'inizio con un andamento pianeggiante per poi scendere fino in fondo alla valle,per poi risalirla fino ai ruderi di una chiesa medioevale chiamata la chiesaccia. Raggiunta una stada sterrata e percorrendola per qualche centinaia di metri si giunge a un bivio e tenendo il lato sinistro e seguendo i segni bianco-rosso inizia la salita che porta al valico detto Foce di Petrosciana, (mt 961 circa ore 1,40 da Fornovolasco) . Qui possiamo scegliere ,secondo le condizioni (ambientali)tra diverse alternative:il sentiero 131 che attraverso un bel bosco di faggi, ci porta in circa 20 minuti all'incrocio con il n° 12 provienente da Fornovolasco diretto all'arco del Forato, completamete privo di difficoltà ,oppure il sentiero n°110 , che passando per il crinale presenta alcuni metri esposti agevolati da un cavo d'acciaio (diff EE), si segue la cresta per un piccolo tratto per poi andare a destra e raggiungere,con saliscendi , il gigantesco arco naturale del Monte Forato(mt. 1.223).(ore2.30 ).Dopo aver mangiato se il tempo lo consentirà ci avvieremo verso la Foce di Valli mt1300 circa che raggiungeremo dopo un'ora di cammino. Dopo aver ammirato lo stupendo ambiente che ci circonda chiuderemo l'anello scendendo,con il sentiero n°131 ,a Fornovolasco con ancora 1,40 di cammino. Totale ore escurzione ore 5/6.

    La gita,a parte la discreta lunghezza e quei pochi metri esposti di cui ho parlato prima ,non presenta altre difficoltà e la fatica è premiata dalla bellezza del panorama che si presenta ai nostri occhi.

    GIUSEPPE LUCCHESI

    Tempo: ore 5/6
    Dislivello: 800 mt

    Attrezzatura:
    Zaino, vettovaglie, acqua, capi sportivi e scarpe da trekking.



      >  AVVISO N° 10/2013  -  Trekking in Corsica

    ATTENZIONE! QUESTA ESCURSIONE E' STATA ANNULLATA!

    TREKKING IN CORSICA

    CAPOGITA DEL BARBA Deri

    CORSICA

    Bellezze naturali del Capo Corso

    Dal 19 al 22 Settembre 2013

    01° giorno – 19 Settembre 2013:

    LUCCA – LIVORNO – BASTIA – MACINAGGIO

    Di buon mattino ritrovo dei partecipanti e partenza a bordo di pullman GT per il porto di Livorno. All’arrivo disbrigo delle formalità di imbarco e partenza alle ore 08:00 a bordo della nave Corsica Ferries diretta a Bastia. Arrivo al porto di Bastia alle ore 12:00. Sbarco e trasferimento a Macinaggio (distanza circa 37 km). All’arrivo sistemazione in hotel nelle camere riservate con servizi privati. A seguire incontro con la guida e partenza per l’escursione “Da Mursiglia a Luri, il sentiero delle creste”: un magnifico percorso per una marcia che segue la cresta centrale del Capo Corso: dal villaggio di Mursiglia attraverso l’antica via di comunicazione che raggiunge Luri. Dopo 1 ora di marcia, si raggiunge la cresta centrale del Capo Corso e si prosegue fino al collo di Sta Lucia. Bellissimo passaggio a strapiombo del golfo di Alisgiu, un luogo davvero selvaggio. Al termine dell’escurisone rientro in hotel, cena in hotel e pernottamento.


    02° giorno – 20 Settembre 2013:

    MACINAGGIO – BARCAGGIO - MACINAGGIO

    (ESCURSIONE GUIDATA - 1° tappa del Sentiero dei Doganieri)

    Prima colazione in hotel. Al mattino ritrovo in hotel con la guida ambientale, quindi partenza dal porto di Macinaggio per intraprendere la prima tappa del Sentiero dei Doganieri: si tratta di un itinerario molto pittoresco che consente di ammirare la fauna protetta, una rigogliosa e incontaminata flora ed edifici e paesaggi incomparabili. La guida ambientale guiderà il gruppo alla scoperta di paesaggi di rara bellezza (pranzo al sacco lungo il percorso incluso).

    Raggiunta la mèta della prima tappa del Sentiero, il paesino di Barcaggio, si prosegue per un tratto supplementare fino a Tollare. Rientro al porto di Barcaggio e partenza per Macinaggio a bordo di una confortevole imbarcazione, per una piacevole crociera della durata di circa 1 ora. Rientro in hotel, cena e pernottamento.

    03° giorno – 21 Settembre 2013:

    MACINAGGIO – BARCAGGIO – CENTURI – MACINAGGIO

    (ESCURSIONE GUIDATA – 2° tappa del Sentiero dei Doganieri)

    Prima colazione in hotel. Al mattino ritrovo in hotel con la guida ambientale, quindi trasferimento a Barcaggio per intraprendere la seconda tappa del Sentiero dei Doganieri. Questo secondo itinerario guidato sarà ancora più emozionante del primo, grazie alla natura selvaggia che è indiscussa padrona di questo angolo di paradiso costiero (pranzo al sacco lungo il percorso incluso). Dal Mulino Mattei, alla punta nord del Capo Corso, proseguimento attraverso un sentiero fino al sito preistorico di Grotta alle Piane, che permetterà di percorrere la cima più settentrionale della Corsica: il Monte Maggiore che sovrasta Capu Biancu e la costa nord della Corsica. Quindi si raggiunge il Sentiero dei doganieri alla Bocca Muraglia per terminare la seconda tappa. Raggiunto il paesino di Centuri nel pomeriggio, rientro a Macinaggio a bordo di pullman GT. Cena in hotel e pernottamento.


    04° giorno – 22 Settembre 2013:

    MACINAGGIO – BASTIA – LIVORNO – LUCCA

    Prima colazione in hotel. Al mattino presto partenza in direzione Bastia. Sosta lungo il percorso per una piacevole  visita della riserva ornitologica dello stagno di Chiurlinu, dove potrete gustare un assaggio dei prodotti tipici. Trasferimento al porto di Bastia a bordo di pullman GT in tempo utile per la partenza della nave Corsica Ferries. Partenza da Bastia alle ore 13:30, arrivo al porto di Livorno alle ore 17:30, quindi rientro a Lucca. Termine dei serivizi.

    QUOTA INDIVIDUALE DI PARTECIPAZIONE(minimo 40 persone)                                              €  525.00

    SUPPLEMENTO CAMERA SINGOLA                                                                                          €  35.00

    ASSICURAZIONE ANNUALLAMENTO SU’ RICHIESTA                                                                   €  25.00                                            

    LA QUOTA COMPRENDE:

    -          Trasferimenti in pullman GT da/per Lucca.

    -          Passaggi marittimi Livorno / Bastia / Livorno e relative tasse portuali.

    -          3 notti in hotel di cat. 3 stelle in camera con servizi privati, trattamento di pensione completa     dalla cena del primo giorno alla prima colazione dell’ultimo giorno.

    -          Tutti i trasferimenti con pullman  G.T. in Corsica

    -           Visite/escursioni come da programma con guida ambientale locale in lingua italiana

    -          Assicurazione personale assistenza medica.

    LA QUOTA NON COMPRENDE:

    -          Le bevande, il facchinaggio e gli extra di carattere personale in generale.

    -          Quant’altro non espressamente citato nel presente programma.


    DOCUMENTI: per i cittadini italiani è richiesto il passaporto in corso di validità oppure carta di identità valida per l’espatrio. Qualora in possesso di una carta d’identità valida per l’espatrio rinnovata, ovvero carta d’identità in formato cartaceo rinnovata con timbro apposto dal Comune di appartenenza, oppure in formato elettronico rinnovata con il foglio di proroga rilasciato dal Comune, consigliamo di richiedere una nuova carta d’identità poiché tali documenti non sempre vengono riconosciti.


    Prenotazioni fino ad esaurimento posti e comunque entro il giorno 19 Aprile 2013.

    Per la conferma è richiesto un acconto pari ad € 160,00 per persona.



      >  AVVISO N° 9/2013  -  Monteriggioni - Siena

    7 Aprile - ore 07:00   -   MONTERIGGIONI - SIENA   
    Capo gita: Agostini Carlo


      >  AVVISO N° 8/2013  -  Week end all'Isola d'Elba con la bicicletta

    23 - 24 Marzo 2013

    Week end all'Isola d'Elba con la bicicletta

    Capogita Antonello De Villa

    La gita viene effettuata con mezzi propri, quindi le spese di viaggio, traghetto (compresa l’auto) saranno quantificate e suddivise fra i partecipanti escludendo coloro che mettono a disposizione l’auto.

    Mentre per quanto riguarda  l’albergo (comprendente  cena del sabato – pernottamento – e sacchetto lunch ) ed il noleggio e trasferimento delle M/B per 2gg la spesa è E. 100,00

    La partenza c/o  piazzale CONAD  ex PAM  è PER IL GIORNO 23/03  sabato  alle ore 07.30

    Escursione in mountain bike nella zona orientale dell'Elba ( Sabato 23 Marzo 2013 )

    Grado di difficoltà: facile
    Lunghezza del percorso: Km 20,500
    Fondo stardale: asfalto 20%, sterrato 80% Tempo medio di percorrenza: ore 2,30

    L'itinerario ha inizio dalla piazza del Cavatore, antistante il palazzo comunale di Capoliveri. Appena usciti dall'abitato, imbocchiamo la vecchia strada delle miniere, che procede a mezza costa sul versante sud-occidentale del monte Calamita, con un andamento quasi pianeggiante. In questa prima parte del tragitto lo sguardo domina un ampio tratto della costa meridionale dell'isola, fino a spingersi alla punta Fetovaia e ai lontani spalti del monte Capanne.

    Dopo circa sei chilometri superiamo la ex miniera del monte Calamita e iniziamo a procedere in lieve salita, in mezzo a una vegetazione costituita di pini, robinie e mimose. Al Km 10 giungiamo alla Fattoria delle Ripalte, un villaggio turistico, dotato di strutture ricettive, ristorante, bar e maneggio. Il luogo, lontano dal frastuono e dall'animazione dei centri più mondani, sembra creato apposta per chi ama una vacanza tranquilla e a diretto contatto della natura.

    Nella zona che fino allo scorso anno, prima di un devastante incendio di cui sono ancora ben visibili i danni, vantava una delle coste più selvagge e integre di tutta l'isola, si trova un'area faunistica protetta per la riproduzione della selvaggina.

    Superati alcuni cancelli che suddividono proprietà privata e proprietà demaniale, imbocchiamo una carrareccia che dai 200 metri di quota della Fattoria delle Ripalte si snoda in dolce discesa, seguendo dall'alto il profilo della costa orientale del promontorio.

    Pedaliamo in mezzo a una rigogliosa vegetazione, con una meravigliosa vista sul versante nord-orientale , sul continente e sulle sottostanti insenature dello Stagnone, di Buzzancone e di Cala Nuova, con le loro spiagge deserte anche nella stagione estiva. Giunti in località Calagrande, lasciamo sulla nostra destra le spiagge di Ferrato e Straccoligno e torniamo a immergerci sulla strada asfaltata, che in lieve salita ci ricondurrà a Capoliveri.

    Escursione in mountain bike lungo l'anello sui fianchi del Monte Capanne (Domenica 24 Marzo 2013)

    Grado di difficoltà: impegnativo
    Lunghezza percorso: Km 19,800
    Fondo stradale: asfalto 70%, sterrato 30%
    Dislivello totale in salita: 540 m
    Tempo medio di percorrenza: ore 3

    Come si raggiunge

    La partenza del nostro itinerario è presso l'abitato di Sant'Ilario, in prossimità del parcheggio a lato di Via del Salicastro, che è la strada che intraprenderemo per iniziare il percorso.

    Cosa si può osservare

    Prima di iniziare a pedalare, oppure al nostro ritorno, vale la pena fare una visita al paese di Sant'Ilario, piccolo gioiello urbanistico ed architettonico, dalla struttura difensiva costituita da una barriera di edifici disposti ad ovale a protezione del nucleo dell'insediamento. Percorrendo il dedalo di viuzze e vicoli arriviamo al cuore del paese, la luminosa "Piazza della Chiesa" dominata dalla struttura dell'antica chiesa di Sant'Ilario.
    Prendiamo dunque la Via del Salicastro, che si spinge ai margini del paese e dopo poco diventa sterrata. La viabilità si snoda in leggera salita sui fianchi del Monte PErone, attraversando con alcuni ponticelli i piccoli corsi d'acqua a regime stagionale che scendono dal rilievo. Il nome della via che abbiamo intrapreso non è casuale: in corrispondenza delle valli umide crescono infatti alcune piante di salice.
    Pedaliamo circondati dalla macchia mediterranea. La strada che percorriamo si presenta a volte sabbiosa: il fenomeno è dovuto alla disgregazione del granito, la roccia costituente il massiccio occidentale elbano, che sotto l'azione erosiva degli agenti atmosferici si altera e si ossida trasformandosi in una sabbia chiara, leggermente gialla. Lungo gli argini stradali si notano alcuni fori nella roccia erosa: si tratta dei nidi dei gruccioni, i varipinti uccelli migratori che giungono dall'Africa per nidificare anche sulla nostra isola.
    Qualche pino ogni tanto svetta sulla macchia. La via scende un po' e, facendosi più dissestata, ci porta in località le Solane, dove imboccheremo la stradina che conduce a sinistra (2,6 km), che abbassandosi ancora di quota e rimanendo sconnessa farà cambiare esposizione al nostro percorso.
    Ci inoltriamo ora sulle pendici nord-orientali del PErone e man mano che avanziamo possiamo notare come la vegetazione si faccia più alta e boschiva, composta sempre più da piante di leccio. Proseguiamo su una pista forestale dal fondo un po' dissestato che presenterà salti di livello a volte anche decisi, portandoci presso la piccola cappella di Santa Rita, nel cui interno sono conservati alcuni ex voto.
    Continuiamo circondati dal bosco per giungere poco più avanti in località Acqua Calda, passando un prossimità dell'omonima azienda agricola e poi vicino ad alcuni maestosi esemplari di leccio. I, percorso sale decisamente per immettersi a questo punto su una viabilità più ambia che ci porta sulla Via di Lavacchio, strada asfaltata che dopo essere passata vicino alla chiesetta della Madonna del Buonconsiglio si snoda nei boschi in direzione di Poggio. Oltrepassato il ristorante Da Luigi imbocchiamo uno stretto sentiero sulla sinistra (7,3 km), una vera e propria mulattiera storica dove sarà opportuno scnedere dalla bici per il fondo lastricato sconnesso e per motivi di sicurezza, dato che vi sono alcune scarpate non protette sulla vallata sottostante. La viuzza si inoltra nella vegetazione portandoci in salita verso un ponticello di pietra e poi sulla Via di Rimercoio che conduce sulla viabilità provinciale asfaltata (SP 25) in prossimità dell'abitato di Poggio (8,7 km). Da qui in poi divideremo la carreggiata con i mezzi motorizzati che seguono la viabilità provinciale per cui bisognerà prestare molta attenzione.
    Prima di imbocccare la provinciale del Monte Perone (SP 37) vale la pena allungare di poco la nostra escursione al paesino di Poggio, con le stradine e gli edifici sistemati ad ellisse lungo le curve di livello dell'altura. Rientraimo sul nostro itinerario per iniziare quella che è la salita più impegnativa e ripida che ci porterà dai 300 m di altezza di 600 m del valico e se vogliamo fino ai 630 m sulla sommità del Monte Perone (13,2 km). Il nastro di asfalto si snoda nell'ombrosa valle della Nivera, così chiamata per la presenza di alcune perticolari vasche di pietra realizzate per conservare la neve e il ghiaccio dell'inverno fino alla bella stagione. Pedaliamo in un bosco di lecci, castagni e piante della macchia mediterranea: ci attende l'ultimo sforzo per giungere al picco del nostro itinerario, la vetta del Perone immersa in una bella pineta costituita soprattutto da pini marittimi, dai fusti piegati dal vento e innalzati su di un tappeto di felce aquilina. Giunti quindi al valico possiamo salire sul lato di sinistra della strada, lungo la cessa tagliafuoco che conduce alla sommità del rilievo per un'emozionante veduta sull'isola e sulle sue coste.
    Dobbiamo ricordare che sull'altro versante, in prossimità del sentiero che porta verso il Monte Capanne, esiste il Santuario delle Farfalle, una zona particolarmente interessante per l'osservazione e la conservazione dei lepidotteri. Per un'altra veduta panoramica seguiamo il percorso per gli ipovedenti situato nelle vicinanze, che cicondurrà ad una piazzola attrezzata con panchine per dominare la piana campese ed il mare punteggiato dalle isole meridionali dell'Arcipelago. Rientrati sul nastro d'asfalto iniziamo la discesa che rapidamente percorre i fianchi meridionali del Perone, a volte con forte pendenza, attraversando pinete, macchie e castagneti. Lungo il pendio ci attendono altre soprese come i ruderi della chiesa di San Giovanni in Campo (XII secolo), tra i più begli esempi di chiesa in stile romanico pisano, dal grande campanile a vela. Poco più sotto è invece la suggestiva torre di San Giovanni (XI secolo), a base quadrata e di epoca pisana, che si innalza su di un grande blocco di granito. Proseguiamo la SP 29 che imboccheremo verso Sant'Ilario per concludere l'anello.


      >  AVVISO N° 7/2013  -  Sestri Ponente  - Santuario della Guardia

    10 Marzo 2013 Ore 7,30

    Sestri Ponente (m 60) - Santuario della Guardia (m 804)

    Capogita MARCHI Francesco

    Partenza alle 7.30 giunti alla meta c’ incamminiamo verso il santuario, gli altri possono rimanere sul bus che arriva al santuario della Guardia,l’itinerario parte dalla strada che conduce al santuario del monte , salendo fino alle pendici di questa montagna, divorata dalle cave e piegando poi sulla sinistra, in mezzo a macchie di pini e piccoli lecci, lungo le pendici dei monti Spassoia e Contessa. In prossimità della baracca del Cuppo, dove passa l’oleodotto, il percorso piega verso monte Scarpino, aggirando a monte la Valletta dove si trova la graziosa località di San Pietro ai Prati. Da qui si raggiunge l’osteria dello Zucchero, la costa Colletta e infine l’osteria Bossero, poco sotto il santuario,arrivati , pranzo al sacco, ci sono vari spazi per farlo,  o al ristorante, da prenotare al sottoscritto. Dopo pranzo scendiamo a Pontedecimo lungo la dismessa, ma caratteristica, ex guidovia.

    Il nome Sestri deriva dalla volgarizzazione del latino Sextum contenuto nella frase Sextvm lapis ab Urbe Janue, nome di un piccolo villaggio sorto, probabilmente, nel II secolo dove era posta la VI pietra miliare sulla strada romana, Via Æmilia Scauri che partiva da Genova. Non si hanno notizie sicure sulla popolazione di Sestri Ponente fino al XV secolo. All'inizio del XVII secolo, vista l'importanza che il piccolo centro aveva raggiunto, il Senato della Repubblica di Genova smembrava il Capitanato di Voltri e con un decreto legislativo dell'1 maggio 1609 costituiva il nuovo Capitanato di Sestri con giurisdizione anche su Pegli, Multedo e le loro ville. Il primo Capitano del Popolo eletto a Sestri fu il patrizio Andrea Spinola. A partire dal '600 in tutto il genovesato vengono fatte costruire dalle famiglie della nobiltà genovese sontuose ville con maestosi giardini e in questa pratica Sestri Ponente è uno dei luoghi privilegiati. Delle molte edificate qualcuna è sopravissuta fino ai nostri giorni tra cui la Villa Rossi, unico polmone verde del quartiere. Nel sentimento popolare, però, Sestri Ponente non entrerà mai a far parte a pieno titolo della città tanto che ancora oggi non è raro sentir dire “andiamo a Genova” anzichè “andiamo in centro”.
    Benedetto Pareto, durante la bella stagione, sale ogni giorno il pendio del Monte Figogna, che sovrasta Livellato. Lassù fa pascolare le pecore e raccoglie erba . La sua giornata è interrotta solo dal pasto che la moglie gli porta da casa, verso le dieci del mattino. Un giorno, alla fine di agosto, mentre Benedetto aspetta la moglie, gli si avvicina una Signora, bella e splendente, che si presenta come la Madre di Gesù, lo conforta e gli chiede di costruire una cappella sul monte. Benedetto esita: "Sono tanto povero, e per fabbricare su questo monte alto e deserto occorreranno così tanti soldi che io dispero di riuscirci". Ma Maria lo rassicura: "Non avere paura. Sarai molto aiutato". Pieno di entusiasmo Benedetto si precipita a casa per parlare dell'incontro miracoloso alla famiglia. La moglie incredula lo deride: "Finora voi siete stato considerato da tutti un uomo semplice; d'ora in poi sarete ritenuto balordo o matto del tutto": è così convincente da dissuadere il marito da ogni progetto. Il mattino dopo Benedetto sale su un albero di fico, il ramo cede al peso del suo corpo e si spezza. La caduta lascia conseguenze gravissime, che fanno pensare al peggio. Infermo a letto, Benedetto riceve ancora la visita della Madonna che, rimproverandolo dolcemente, lo invita di nuovo a costruire la cappella, e lo guarisce immediatamente, Superato ogni indugio, Benedetto si mette al lavoro: percorre tutta la valle chiedendo aiuto di braccia e offerte . In poco tempo porta a compimento la cappella. La data attribuita dalla tradizione alla prima apparizione, 29 agosto 1490, è discussa dagli storici del Santuario.
    In tempi antichi i monti posti in posizione strategica per avvistare navi nemiche o portatrici di epidemie venivano chiamati "guardie".
    Questo appellativo è diventato poi simbolo della materna protezione offerta da Maria al suo santuario ed alla sua gente. La città di Genova l’ha eletta quale patrona e la venerazione nei suoi confronti si è ormai estesa ben oltre i confini della Liguria.

    Segnavia: due quadrati rossi pieni;
    Dislivello circa 900mt
    ;
    Tempo: ore 5/5,30
    Difficoltà (e)

    Attrezzatura:
    Zaino, vettovaglie, acqua, capi sportivi e scarpe da trekking.



      >  AVVISO N° 6/2013  -  Seravezza - M.te Folgorito - Pasquilio - Seravezza

    22 Settembre 2013 ore 8,00

    Seravezza - M.te Folgorito - Pasquilio - Seravezza

    Capogita DE VILLA Antonello

    Detto sentiero della linea gotica. Riomagno Seravezza (65m)–Cerreta (574m)–deviazione per vetta Folgorito-Pasquilio foce Campaccio (847m). Itinerario molto panoramico sulla costa. Il sentiero, una mulattiera, inizia come cementata al servizio di alcune case e poi entra nel bosco percorrendo la zona detta La Canala mediante ripide voltoline. Arrivati al crinale il sentiero diventa molto panoramico sulla costa da Livorno alla Spezia. Sale moderatamente con tratti in falsopiano e poi tratti di salita più decisa, in mezzo ad una vegetazione decisamente mediterranea. Dopo un tratto a castagneto arriva a Cerreta San Nicola, risale il castagneto ed attiva ad uno stradello che costeggia il Folgorito che arriva al cippo della Linea Gotica. Poi prosegue in cresta fino alle Forche, scende a costeggiare il ravaneto del Carchio e con un tratto nel bosco arriva al Campaccio.
    La salita è facile e piacevole.

    Da Riomagno di Seravezza: superato il solco della Canala, si segue la Cresta fino a Cerreta S. Nicola da cui il sentiero sale fino ad arrivare alla base del monte. Il panorama si apre sulla costa da Livorno fino al golfo della Spezia e sulle isole dell’arcipelago toscano e diventa particolarmente interessante nelle giornate limpide. Si gode poi un buon panorama sulle Apuane meridionali e settentrionali, in particolare sui vicini Carchio ed Altissimo e sul Sagro. La vetta inoltre ospita anche una trincea del sistema difensivo della linea Gotica.

    Foce di Campaccio a quota 827 metri è situato l’alpeggio detto Pasquilio.

    Cerreta San Nicola È un alpeggio situato a circa 570 metri nel comune di Seravezza. È formato da alcuni casolari situati presso la chiesa, da un minuscolo cimitero e da altri casolari sparsi per il castagneto che si sviluppa sulle pendici del monte Cerreto. Il ripiano è molto panoramico sulla costa apuo-versiliese e qua arriva una mulattiera da Riomagno, oggi sentiero 140. Inoltre arriva anche uno sterrato dalla zona di Strettoia percorribile anche dalle automobili. È stato predisposto dal comune un piano di recupero dei vecchi casolari. È presente anche una chiesetta dedicata a San Nicola da Tolentino. Essa risale al XVII secolo e fu distrutta completamente durante la seconda guerra mondiale e ricostruita, in dimensioni ridotte, nel 1948. Subì poi gravi danni tra il 1950 ed il 60 per le avversità atmosferiche e per l’incuria dovuta all’abbandono del borgo. Fu risanata e ristrutturata nel 1988: fu salvato parte del tabernacolo, il trigramma col nome di Cristo e parte dell’altare e della fonte battesimale. In facciata c’è un affresco, di scarsa bellezza, di Maurizio Luisi dedicato al santo. Attaccato alla chiesa c’è anche un monumento dedicato agli alpini caduti in guerra.

    MONTE FOLGORITO Il Folgorito è una modesta montagna (911,5 metri) della catena che dall’Altissimo, tramite il passo degli Uncini ed il Carchio, si affaccia verso il mare. La vetta termina con un caratteristico cucuzzolo appuntito ed erboso che si trova al confine tra i comuni di Montignoso (Massa-Carrara) e di Seravezza (Lucca). Il nome gli deriva dal fatto che la sua cima è bersaglio dei fulmini che vi si scagliano con forza specialmente durante i temporali estivi. Dalla vetta si gode un buon panorama sulla costa e sulle Apuane meridionali e settentrionali. Si sale facilmente col sentiero 140 sia dal Pasquilio che da Seravezza. La croce della vetta , molto imponente, fu eretta il 12 giugno 1986 dagli abitanti di Montignoso. Una lapide ricordo così recita:  i montignosini/ innalzando questa croce, o Signore,/ invocano pace ed amicizia/ tra i popoli di tutto il mondo/ senza guardare il colore della loro/ pelle o della loro bandiera./ Illumina, Iddio di tutte le genti, i/ potenti ed infondi loro saggezza!/ Il mondo aspetta e spera./ La croce è stata issata sul/ monte Folgorito il 12 giugno 1986. Sulla vetta e sul crinale ci sono resti di fortificazioni della linea gotica. Seguendo il sentiero 140 da Riomagno, tramite il solco della Canala, si perviene alla cresta panoramica sul mare che porta fino a Cerreta S. Nicola da cui poi si arriva sotto la vetta del monte.

    Attrezzatura: Zaino, vettovaglie, acqua, capi sportivi e scarpe da trekking.


      >  AVVISO N° 5/2013  -  Levanto - Monte Rossola - Bonassola - Levanto

    10 Febbraio 2013 ore 7,30

    Levanto - Monte Rossola - Bonassola - Levanto

    Capogita MARCHI Francesco

    BONASSOLA

    La prima citazione ufficiale di Bonassola si trova in un documento datato al 29 aprile del 1269 dove viene menzionata la locale chiesa di San Giorgio; un'antecedente citazione risalirebbe pero' al 18 marzo del 1154 dove in un documento pontificio di papa Anastasio IV - denominato dagli storici "Privilegio di Papa Anastasio IV" - vengono confermate al vescovo della diocesi di Luni la dipendenza della pieve di Ceula, l'odierna chiesa di San Siro della frazione di Montale (Levanto), avente tra le sue "proprieta' religiose" anche la chiesa locale di Scernio. Notizie storiche del XIII secolo attestano la forte vocazione marinara del borgo di Bonassola la cui proprieta' feudale passo' dai signori Da Passano direttamente alla Repubblica di Genova che, nella prima meta' del XV secolo, l'assoggetto' alla podesteria di Framura; un rilevamento fiscale del 1531, commissionato da Genova, conferma l'importante attivita' legata alla marineria e la vocazione verso i commerci del vino, dell'olio di oliva e delle castagne. Proprio in questo periodo risale la maggiore espansione del borgo verso la costa e quindi del numero della sua popolazione, fenomeno che si arresto' nella seconda meta' del XVI secolo a causa delle sempre piu' frequenti invasioni dei pirati. Del 1569 e' l'Instrumento della Cumpagnia di Bonassolla, primo documento in Italia che si riferisce ad una previdenza civile, istituita per poter liberare dai corsari Turchi, che allora infestavano il Mar Mediterraneo, i concittadini bonassolesi. Storicamente segui' quindi le sorti della Repubblica di Genova, subendo a sua volta la dominazione francese di Napoleone Bonaparte nel luglio del 1799; oltre all'occupazione d'oltralpe, che causo' inevitabili danni, la popolazione dovette a sue spese rifornire le truppe con viveri. Con l'avvento della neo Repubblica Ligure, inserita nel Primo Impero francese napoleonico, il borgo di Bonassola entro' a far parte nel 1803 del Cantone di Montaretto. Nel 1815 verra' inglobato nel Regno di Sardegna, cosi' come stabilira' il Congresso di Vienna del 1814 anche per gli altri comuni della Repubblica Ligure, e successivamente nel Regno d'Italia dal 1861. La costruzione della linea ferroviaria litoranea e della strada carrozzabile, nel corso del XIX secolo, diede termine al secolare isolamento del borgo: se da un lato pero' si velocizzarono i collegamenti viari e ferrati con gli altri paesi del levante ligure, il nuovo assetto urbano vide in contemporanea l'ascesa della storica economia legata al mare che, nel XVIII secolo, divenne come importanza seconda a Lerici nella riviera di levante. La scoperta di un filone di marmo, avvenuta casualmente nel 1832 durante la costruzione della carrozzabile di Baracca, causo' inoltre nel borgo l'intensivo sfruttamento di tale materiale. Al calare delle attivita' agricole, oramai prodotte solo per usi familiari, si sostitui' l'importante attivita' legata al turismo.                               “Con lo sguardo rivolto al mare si svolta a sinistra e, oltrepassati i locali della Pro Loco, si prosegue paralleli alla passeggiata di Bonassola fino ad imboccare via Maxinara. Qui inizia il sentiero '1 azzurro' che ci condurra alla frazione di Scernio. L'ascesa, senza strappi repentini, non dovrebbe procurare problemi di orientamento; prestare solo attenzione al fatto che, dopo aver costeggiato il muro di cinta di un affittacamere, ed essere arrivati nei pressi di uno slargo, bisogna prendere la scalinata che sale sulla sinistra. Si arriva in breve a Scernio (182 mlsm; 50' da Bonassola), ad un bivio nei pressi della strada asfaltata ove e' posizionata una grossa tabella con cartina della zona e dei sentieri. Dopo una breve sosta per permettere di ricompattare il gruppo, si svolta a sinistra, carrareccia, seguendo il sentiero '5 azzurro'. La stradina prosegue in piano, seguita da una breve discesa e si trasforma in largo sentiero. Dopo circa 250 m prestare attenzione perche' bisogna abbandonare il sentiero per imboccarne uno piu' stretto, non segnato ed in salita, sulla nostra destra. Ci inoltriamo nel mezzo della macchia e, in breve, si arriva ad incrociare la strada asfaltata che dall'Aurelia porta a Levanto (250 mslm; 1h 20' da Bonassola). Attraversare la strada, facendo attenzione. Sul lato opposto, troviamo dipinto su un guard-rail il segnavia '7 azzurro' e inizia il sentiero che ci portera' in vetta. La salita e' abbastanza diretta e in un primo tempo saremo sovrastati dalla vegetazione. Salendo di quota questa diminuira' di altezza e, con la scusa di ammirare il panorama, ci si potra' fermare per riprendere fiato. Da qui in avanti si procede a vista e si giunge sulla cima del monte Rossola (563 mslm; 2h 30' da Bonassola). Questo monte e' costituito da basalti di origine vulcanica, che a contatto con gli agenti atmosferici hanno assunto nel tempo un colore marrone rugginoso, quasi rossastro, come suggerisce il nome. Dopo una sosta per il pranzo, la cui durata variera' in funzione delle condizioni metereologiche che incontreremo, si inizia il percorso verso Levanto. Il primo tratto e' in direzione nord sul crinale che separa la valle di Bonassola da quella di Levanto. Si aggira la Rocca Gaibana e si giunge al Passo del Colletto dove troviamo un bivio con cartelli indicatori (461 mslm; 30' dal M. Rossola). Giriamo a destra seguendo le indicazioni per 'Cave Crocetta - Levanto). il sentiero alterna tratti pianeggianti e tratti in discesa, giungendo ad un altro bivio, dove teniamo la destra costeggiando la montagna. Arriviamo alla cava di pietra Crocetta (ormai abbandonata) e proseguendo, in breve arriviamo a Crocettola (una casa e un cinquivio; 263 mlsm; 1h 15' dal M. Rossola). Tirare dritto, in piano, su sentiero largo che piu' avanti si restringe. Inizia la discesa, panoramica, verso Levanto fino ad incrociare la strada asfaltata che da Scernio porta a Levanto (80 mslm; 1h 55' dal M. Rossola). Si gira a destra e si percorre per un centinaio di metri la strada asfaltata e, quando la strada fa una curva a sinistra, noi la abbandoniamo girando a destra, imboccando una stradina laterale che ci portera' in breve alla marina di Levanto (ancora in costruzione a dispetto dei tempi previsti di consegna) e qui avra' termine la gita (3 mlsm; 2h 15' dal M. Rossola). [2h30' + 2h15' non fa 5h. I 15' che avanzano servono per recarsi alla stazione ferroviaria che e' un po' all'interno.] “  

    LEVANTO

    In epoca romana esisteva gia' un piccolo borgo denominato Ceula, situato sulle colline, che costituiva un nodo strategico di grande importanza in virtu' dell'ubicazione. All'inizio del IX secolo, l'attuale campanile della Chiesa di San Siro fungeva da torre di avvistamento e di difesa contro i pericoli provenienti dal mare. A partire dal XIII secolo l'importanza dell'abitato inizio' a diminuire a vantaggio di Levanto che stava ampliandosi direttamente sul mare. Levanto divento' prima feudo dei Malaspina poi passo' ai Da Passano e nel 1229 alla Repubblica di Genova. In epoca medievale Levanto divenne un centro di intense attivita' commerciali, alimentato dalle vie di comunicazione terrestri, la piu' importante era la via Francigena, e dalle comunicazioni marittime. Dopo il Medioevo, il borgo ebbe un notevole sviluppo, con l'edificazione del Borgo nuovo o Stagno nella piana del Ghiararo. Tale insediamento mantiene ancora oggi il suo carattere lineare con interessanti palazzi dei XVII e XVIII secolo. Un'ulteriore fase dello sviluppo urbano si pone tra la fine del XIX e l'inizio del XX secolo con l'apertura degli attuali Corso Italia e Corso Roma. A partire dal 1950 il borgo si e' ulteriormente esteso raggiungendo negli anni settanta l'attuale configurazione. ORARI PER IL RIENTRO (informazioni raccolte dal sito internet delle Ferrovie dello Stato in data 17/02/2010 con treni in partenza dalle 16:00 in avanti): Per Arquata: A) Levanto 16:33 diretto con arrivo ad Arquata 18:54. B) Levanto 17:01 (INTERCITY) con arrivo a GE Principe 18:16; coincidenza con partenza alle 18:25 e arrivo ad Arquata 18:54. C) Levanto 17:46 diretto con arrivo ad Arquata 20:14. Per Tortona: A) Levanto 17:01 (INTERCITY) diretto con arrivo a Tortona 18:57. B) Levanto 17:46 diretto con arrivo a Tortona 20:31. Per Voghera: A) Levanto 17:01 (INTERCITY) con arrivo a Tortona 18:57; coincidenza con partenza alle 19:31 e arrivo a Voghera 19:45 [forse e' meglio avere macchine a Tortona]. B) Levanto 17:46 diretto con arrivo a Voghera 20:43.

    Attrezzatura: Zaino, vettovaglie, acqua, capi sportivi e scarpe da trekking.


      >  AVVISO N° 4/2013  -  Gita in Scozia


    " IMPORTANTE: SI COMUNICA CHE A SEGUITO DEL MANCATO RAGGIUNGIMENTO DELLA QUOTA MINIMA DI PARTECIPAZIONE ALLA GITA IN SCOZIA LA SETTIMANA VERDE PREVISTA DAL 07 LUGLIO AL 13 LUGLIO 2013 SI SVOLGERA SULLE DOLOMITI E PRECISAMENTE A CORVARA (VEDI AVVISO N° 14/2013)



      >  AVVISO N° 3/2013  Equi Terme - Ugliancaldo - Minucciano

    27 Gennaio 2013 ore 7,30

    Equi Terme - Ugliancaldo - Minucciano

    Capogita :Del Moro Giulio

    Il nostro itinerario inizia dalla stazione ferroviaria di Lucca dove, utilizzeremo, il mitico trenino della Garfagnana, che ci porterà fino alla stazione di Equi Terme.

    Equi Terme è un borgo molto caratteristico, si trova tra le colline della Lunigiana, nel cuore del Parco delle Alpi Apuane, a pochi chilometri dal mare, in provincia di Massa Carrara.  La sua bellezza nasce da una natura eccezionale, una spaccatura a strapiombo nella roccia del monte Pizzo d'Uccello sulle cui pareti nidificano molte specie d'uccelli, fra cui l'Aquila reale, ed ai cui piedi sgorga il fiume che dà il nome alla valle: il Lucido. La Buca e le nuove grotte, rappresentano uno dei soli tre complessi carsici attrezzati del Parco delle Alpi Apuane, assieme alla grotta del Vento ed all’Antro del Corchia. Fin dal ‘700 il grande naturalista Vallisneri, dopo averla visitata, ne descrisse le caratteristiche eccezionali.  Il percorso sale, in principio, fino ad un’apertura a terrazzo, a strapiombo sulla parete spaccata della montagna. Dalla Buca parte un nuovo tratto attrezzato che conduce, attraverso il percorso lungo, ad una parte ancora viva, le nuove grotte, ricche di stalattiti, stalagmiti ed ogni forma di concrezione naturale. Equi Terme deve il suo nome e le sue fortune alla sorgente termale, da cui sgorgano acque termo solforose radioattive, conosciuta fin dall'antichità e attualmente sfruttata da uno stabilimento che sorge a monte del paese.
    Giunti alla stazione, ci incamminiamo verso il paese percorrendo le sue caratteristiche vie, ammirando sulla destra la maestosa parete strapiombante,  ai piedi della quale si apre la Tecchia, un vasto antro naturale dove all'interno furono rinvenute numerose ossa dell'orso speleo.
    All'inizio del paese ci dirigiamo verso il sentiero n 176 seguendo la strada asfaltata che costeggia il complesso termale; in questo primo tratto il nostro sentiero corre insieme al sentiero 192.
    Tutto questo fino a giungere ad un bivio dove noi ci dirigiamo verso sinistra seguendo il sentiero 176, il quale inizia subito con una dolce salita attraversando appezzamenti di terra coltivati e costeggiando un piccolo torrente, in questo primo tratto sul margine sinistro del sentiero corre anche un piccolo canale di irrigazione.
    Dopo questo primo tratto il sentiero entra nel bosco, dove fanno la loro comparsa i primi alberi come le Querce e i Lecci, fino al caratteristico borgo di Ugliancaldo. Il borgo di Ugliancaldo deve probabilmente il suo nome a quello di un gentilizio romano, “Ulius”. Situato a dominio delle valli del Lucido e del Tassonaro, si possono godere suggestivi panorami. Il feudo fu un fiorente centro artigianale, prima sotto i Malaspina di Fosdinovo e del Castel dell’Aquila di Gragnola e poi dal 1418 sotto Firenze. Luoghi di interesse sono l’antica porta trecentesca nella parte vecchia del borgo, la Chiesa di Sant'Andrea del XV secolo e l’oratorio di San Rocco nel XVIII.
    Dopo aver visitato il paese, ci dirigiamo verso il sentiero 181.
    Il Sentiero si snoda in un bosco di castagni, perdendo rapidamente quota e si attraversano diversi corsi d’acqua.
    Successivamente raggiungiamo il paese di Pieve S.Lorenzo, dove è collocata una bellissima pieve romanica: " La chiesa, con campanile ottagonale, è a pianta basilicale, con abside semicircolare costruita in bozze di arenaria di influsso Lucchese.
    Attestata la prima volta nella bolla di papa Eugenio III nel 1148, la pieve era un punto di riferimento, al confine fra le valli del Serchio e dell' Aulella".
    Successivamente raggiungeremo la stazione ferroviaria da dove, prenderemo il treno per il rientro.
    Equi Terme ( m 250 ), Ugliancaldo( m 743 ), Pieve S.Lorenzo ( m 350 )
    Dislivello: m 493 in salita
    Difficoltà:
    E:Il sentiero non presenta grosse difficoltà, ma questo non significa che dobbiamo sottovalutarlo,occorre solo un po’ di allenamento e attenzione.

    Attrezzatura: Zaino, vettovaglie, acqua, capi sportivi e scarpe da trekking.

    Sentieri: Equi Terme - Ugliancaldo ( sentiero cai 176 ) Ugliancaldo - Pieve S. Lorenzo (sentiero cai 181)


      >  AVVISO N° 2/2013  -  Costa Amalfitana


    25 - 28 Aprile 2013    Ore 6,00
    "  LA COSTA AMALFITANA, CAPRI E O’VESUVIO  "

    Per scaricare il file descrittivo dell'escursione >> CostieraAmalfitana25-28Aprile2013.doc
    Capogita: Sandra Minissi


    GIOVEDì 25 – Monti Lattari: Il Sentiero degli Dei.
    Partenza da Lucca alle ore 6.00 dal parcheggio PAM a Sant’Anna.
    Destinazione Agerola/Bomerano da dove parte “Il sentiero degli Dei”. Il percorso, agevole e a picco sul mare, ètra i più spettacolari itinerari escursionistici d’Italia. Posto a 500 metri di altezza, offre una vista favolosa sui paesaggi costieri e montani da Positano a Capri.
    Dopo gli ultimi tornanti ed alcuni facili se pur rocciosi saliscendi, il sentiero penetra tra le prime case di Nocelle. Da Nocelle, termine del percorso, è possibile raggiungere con un bus di linea la rinomata Positano, in alternativa vi sono 1700 gradini.
    Lunghezza: 8/9 km; Quota massima: 650 m slm; Dislivelli +60 -650;  Difficoltà: E; Durata 4h

    Dopo una veloce visita di Positano, trasferimento in Hotel a Sorrento verso le 18.30, check-in, cena e pernottamento

    VENERDì 26 – Capri: Il Monte Solaro.

    Partenza dall’Hotel ore 9.00. Ci imbarchiamo per raggiungere l’isola di Capri, dove passeremo l’intera giornata.
    Il percorso ad anello parte dal porto di Marina Piccola, quindi attraversata la assai nota “Piazzetta”, fulcro della vita caprese, si prosegue in direzione Anacapri. Il sentiero procede molto ripido ma la faticaè ricompensata da una meravigliosa vista su Capri,  su Punta Campanella e i Monti Lattari. Segue un tratto in piano che costeggia una vallata da dove si guadagna un’altra meravigliosa vista su Capri ed i faraglioni proprio in corrispondenza dell’Eremo di Cetrella. Dall’eremo inizia una mulattiera in direzione della località “crocetta” da cui un breve tratto conduce sulla sommità del Monte Solaro (587 m slm): di qui la vista è davvero spettacolare su Capri, Anacapri, i golfi di Salerno e Napoli, Ischia, Procida, il Vesuvio.
    Dopo la pausa pranzo la ridiscesa potrà avvenire per la Crocetta e di qui con una lunga mulattiera verso Anacapri sbucando sulla via AxelMunthe. Procedendo verso destra si raggiunge in breve la Scala Fenicia (altro antica via di collegamento tra Capri ed Anacapri) che in maniera molto ripida ed intersecando la rotabile giunge direttamente verso la Marina Piccola dove ha termine il percorso ad anello.
    Lunghezza: 7/8 km; Quota massima: 587 m slm; Dislivelli +587-587m;  Difficoltà: E; Durata: 5 h+nave
    Il rientro a Sorrento è previsto verso le ore 17.30. Cena e pernottamento.


    SABATO 27 - Monti Lattari:Valle delle Ferriere da Ravello ad Amalfi.
    Partenza in pullman dall’Hotel alle 8.00 con destinazione la bellissima Ravello.
    Il percorso inizia con un lungo camminamento su gradoni che costeggiando il crinale della montagna guadagna piano piano il versante di Punta d’Aglio: l’affaccio regala una magnifica vistasu Salerno, Maiori, Ravello, Atrani ed Amalfi. Si prosegue quindi verso la Valle delle Ferriere.
    L’acqua è l’elemento predominante nella valle: in passato veniva utilizzata per muovere i macchinari della ferriera e delle cartiere. Il torrente che affianca il percorso riceve diversi affluenti che formano cascate di diverse altezze:l’ambiente è umido e freschissimo anche in piena estate. All’interno della riserva si possono osservare molti esemplari della felce endemica Woodwardiaradicans.
    Infine un trattotutto in discesa e sempre in ombraci porta ad Amalfi. Lungo la discesa, costeggiando il torrente si passa accanto ai ruderi di vecchie cartiere, che hanno reso celebre la carta di Amalfi. Segue un tratto pietroso poi la strada lastricata che tra muretti e agrumeti a perdita d’occhio, annuncia le porte di Amalfi. Al centro della cittadina, oltre al duomo e al chiostro del Paradiso, si può visitare una vecchia cartiera recentemente restaurata.
    Lunghezza: 9/10 km; Quota massima: 500 m slm;Dislivelli: +90-360 m;Difficoltà: E/T; Durata: 5h+trasferimenti
    Un po’ di tempo libero per visitare Amalfi o godersi una imperdibile “delizia al limone”, e la gita prosegue con il trasferimento via mare a Salerno. Questo ci consentirà di ammirare la costa da una prospettiva unica.
    Da Salerno, rientro in pullman a Sorrento, cena e pernottamento.

    DOMENICA 28 – Parco Nazionale del Vesuvio: Il Gran Cono.
    Check out e partenza in pullman dall’Hotel alle ore 8.30. La nostra destinazione è il Parco Nazionale del Vesuvio dove raggiungeremo il cratere del Vesuvio.
    Il sentiero del Gran Cono è un itinerario ad anello  che offre una bellissima vista del Golfo di Napoli e delle isole di Ischia, Procida e Nisida. Lungo il sentiero che conduce al cratere del Vesuvio si rinvengono i prodotti eruttivi più recenti di tutto il complesso vulcanico , emessi nel corso dell’eruzione del 1944.
    Il sentiero parte dal Piazzale di quota 1000 sito nel comune di Ercolano.L'ascesa al Cono è caratterizzata nel primo tratto da una serie di tornanti estremamente panoramici: si ammira l’antico vulcano del Monte Somma separato dal Vesuvio dalla Valle del Gigante. Raggiunta la Casetta del Presidio Permanente Vulcano Vesuvio si prosegue per un viottolo che presenta ripetuti affacci sulla bocca del cratere.
    Raggiunta la Capannuccia si scende lungo le pendici del vulcano. Il panorama che si ammira è di rara bellezza: si riconoscono tutte le creste del Monte Somma con ai piedi la Valle del Gigante che a sud-est prende il nome di Valle dell’Inferno.Si prosegue quindi in discesa lungo un tratto dell’antica Strada Matrone.Raggiunto il Rifugio Imbò si prosegue verso il Piazzale da cui si è partiti per la scalata.
    Lunghezza: 4 km; Quota massima: 1.170 m slm; Difficoltà: media; Durata: 3h

    Pranzo al sacco e rientro a Lucca con arrivo previsto ore 20.00 circa.

    COSTI: 350€ a persona in camera doppia, 80€ supplemento singola.
    La quota comprende: Viaggio in pullman A/R,  3 pernottamenti con trattamento di pensione completa (escluso il pranzo del giovedì 25) presso Hotel 3 stelle nel centro di Sorrento, trasferimenti previsti nelle escursioni, biglietto di ingresso al Parco Nazionale del Vesuvio.  Escursioni accompagnate da guida professionale.

    Caparra 100 euro da versare entro il 10 marzo 2013

    Informazioni e prenotazioni:
    Sandra Minissi – 3395238631; Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
    Carlo Agostini – 3339082769



      >  AVVISO N° 1/2013  -  Pieve a Elici - Montigiano - Gualdo - Monte Pitoro - Bargecchia - Pieve a Elici

    13 Gennaio 2013  Ore 8,00 Pieve a Elici - Montigiano - Gualdo - Monte Pitoro - Bargecchia - Pieve a Elici.

    CAPOGITA : DE VILLA Antonello

    PIEVE AD ELICI (176 mt. s.l.m.)
    Borgo posto sulla collina in mezzo agli oliveti, caratterizzato dalla presenza della splendida Pieve di origine Romanica dedicata a San Pantaleone risalente al XXIII sec., costruita su una presisestente del IV-V sec. e considerata la più importante Pieve della Versilia. Distrutta, venne poi fatta ricostruire per volere della Contessa Matilde. Dal suo piazzale un ottimo panorama spazia sulla piana sottostante, sulle pendici del colle ricoperte da oliveti, fino al Lago di Massaciuccoli. Al suo interno due interessanti Affreschi, uno raffigurante la “Madonna con Bambino” che risale al XIII sec. e uno raffigurante la Crocifissione. Pregevole un Trittico in marmo del ‘400, opera di Riccomanno di Pietrasanta che raffigura la Madonna e il Bambino in centro e ai lati San Pantaleone a dx e San Giovanni Battista a sx e un’acquasantiera del XV sec. L'imponente e snello campanile a lato,fu eretto nel IX sec., con la funzione di Torre di avvistamento per divenire nel XII sec., Torre Campanaria. Dalla Pieve una strada sale in mezzo a lecci e castagni e in breve conduce alle piccole frazioni di Luciano, Spezi e Coli dove incontriamo in mezzo agli olivi interessanti Maestaine o Madonnine Votive del 1700.

    Si parte dal grande prato della Chiesa romanica di San Pantaleone, a Pieve a Elici. osservate

    dalla grande balconata di fronte alla facciata principale, all’ombra di qualche leccio frondoso, il

    panorama che guarda verso il mare.

    Dalla Via della Costa, punto panoramico, si scende verso la Località Miglianello: sulla costa del colle

    spicca il grandioso complesso della Villa ex De Rossi,dove sorgeva un convento degli Olivetani.

    La villa di Miglianello è composta da un gruppo di edifici: la Villa propriamente detta, i frantoi, i

    magazzini, le scuderie dagli eleganti soffitti a volta e le grandi stanze per la stagionatura delle olive: tra

    queste spicca la cappella gentilizia, abbellita nel timpano da cinque statue in cotto di pregevole fattura.

    Lo spettacolo grandioso che si può ammirare dal sottostante giardinetto pensile o dallo spazio davanti

    alla Chiesa supplisce ampiamente alla mancanza di un giardino di vaste proporzioni ed è tale che, nei

    giorni sereni, si distinguono nitidamente la Gorgona,la Capraia e la Corsica. Il percorso ti porta a

    Montigiano passando attraverso suggestivi terrazzamenti di oliveti che cercano di frapporsi al

    dispiegarsi di scorci panoramici sempre più emozionanti.

    Montigiano ti aspetta in cima alla salita, piccolo borgo arroccato alla collina dove potrai dissetarti alla fonte pubblica sotto la chiesa.

    MONTIGIANO ( 305mt. s.l.m.)
    Piccolo e antico borgo con il nome che in latino significava Podere di Montico di cui si hanno notizia prima dell’ano Mille. Posto in alto sulla collina sopra Pieve a Elici in ottima zona panoramica. Dalla terrazza della chiesa dedicata a Santa Lucia edificata in alto su di un pianoro a cui si arriva salendo un bel viale in cipressi,si può ammirare una eccezionale veduta che spazia dal Lago di Massaciuccoli alla Costa Versiliese e sulle frazioni vicine in mezzo al verde di Gualdo e Luciano.

    Da  Montigiano a Gualdo e ritorno è un anello di grande valore storico, artistico e paesaggistico che si svolge attorno

    al monte Ghirlandona, il più alto rilievo del Comune di Massarosa, con I suoi 450 m slmm. Partendo da

    Montigiano, podere di Monticio,minuscolo gioiello arroccato in cima a un colle, di cui si ha notizia sin dal 941. Un lungo viale di cipresso sale verso la Chiesa il cui sagrato, pavimentato con grandi pietre quadrangolari, si affaccia come una terrazza su un

    panorama eccezionale: un mare di olivi secolari che degrada verso il piano, sulla cima dei colli spuntano Luciano, Gualdo

    Pieve a Elici ed a ovest il mare. E’possibile fare rifornimento di acqua ad una fonte pubblica vicino alla Chiesa.

    Il percorso si snoda attraverso un bosco misto di acacie e pini marittimi, lecci e querce. Appena fuori del centro abitato il

    sentiero si ramifica in due: continuando a destra si rimane in posizione panoramica e si raggiunge facilmente il monte

    Ghirlandona da dove si può decidere, se tornare verso Gualdo o fare una escursione fuori del territorio comunale

    dirigendosi verso Fibbialla (comune di Lucca).

    Se invece all’incrocio si decide di andare a sinistra, il sentiero scende in picchiata verso la località la Presa dove

    possiamo rinfrescarci nelle acque del torrente per poi risalire verso Gualdo. Per giungere a Gualdo si passa all’interno di

    un bosco fitto di castagni e dopo una bella scalinata in legno si giunge in Località Quaivra a due passi dall’antico abitato.

    Il borgo, di origine medioevale, è delizioso con le sue strade strette e le case, quasi tutte in pietra, con finestre e porte di

    piccole dimensioni ed ogni balcone è ingentilito dal colore dei fiori in vaso.

    Anche qui è possibile fare rifornimento di acqua alla fonte vicino al piccolo cimitero o arrivando alla vicina sorgente

    dell’Acqua Bona quindi si prosegue per la località Pitoro per raggiungere successivamente Bargecchia.

    GUALDO ( 341 mt. s.l.m.)
    Piccolo borgo sulla cima di un colle, circondato da fitti boschi, in passato borgo fortificato da un castello. Percorrendo le vie lastricate interessanti scorci che testimoniano le antiche origini, la chiesa parrocchiale in alto è dedicata a San Giusto e dal suo piazzale si ammira uno splendido belvedere tutto intorno.

    Dal Pitoro ( 225 mt.s.l.m.) s’ imbocca la Via delle Pielle che, con un percorso panoramico, ci porta a Bargecchia per, poi, tornare per la stessa al Pitoro e successivamente a Pieve a Elici. Troverai spesso panche in legno per fermarsi ad ammirare il panorama che si apre, con le sue svariate sfaccettature, dalla conca di Stiava fino al mare.

    BARGECCHIA ( 310 mt. s.l.m.) Frazione anch’essa posta sulle pendici delle verdi colline in posizione panoramica con bella vista sulla costa bagnata dal Mar Tirreno con vista delle Isole di Gorgonia, Elba e Capraia e sul Lago di Massaciuccoli. Di origini antiche, in paese troviamo la chiesa parrocchiale, Romanica intitolata a San Martino del 1200,che conserva all’interno pregevoli opere del XIV -XVIII sec., come quadri, marmi, lampioni e opere in legno. Interessante la Torre Campanaria con le sue 4 campane del 1885, di misure diverse tra loro con la Campana grossa di tonalità Re alta mt. 1,80, la Campana mezzana di tonalità Mi alta cm. 96, la Campana terza di tonalità Fa è alta cm. 92 e la Campana piccola di Tonalità Sol misura cm. 80. La Polifonia ottenuta con le Campane in suono,fu studio anche da parte del compositore Giacomo Puccini che ne riportò il concerto nell’Opera della Tosca, è considerata una delle migliori al mondo.

    Dislivello in salita: m.165;- Dislivello in discesa: ;- Lunghezza: Km.16 ca.

    - Tempo di percorrenza: 5 ore ca.

    Attrezzatura: Zaino, vettovaglie, acqua, capi sportivi e scarpe da trekking.



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